Lung Unit
Tumore Uroteliale
Tumore rene
Tumore Ovaie

Lenvatinib migliora la sopravvivenza libera da progressione nel cancro della tiroide differenziato resistente allo Iodio radioattivo


Uno studio di fase III ha mostrato che l’inibitore orale multi-target del recettore tirosin-chinasico Lenvatinib ha significativamente prolungato la sopravvivenza libera da progressione, rispetto al placebo, nei pazienti con carcinoma differenziato della tiroide che erano resistenti alla terapia con radioiodio.

Lenvatinib agisce inibendo i recettori di VEGF ( fattore di crescita dell’endotelio vascolare ) 1-3, i recettori di FGF ( fattore di crescita dei fibroblasti ) 1-4, il recettore alfa di PDGF ( fattore di crescita derivato dalle piastrine ), le vie di segnalazione di RET e KIT.

I pazienti con carcinoma della tiroide con malattia refrattaria e in fase metastatica hanno un tasso di sopravvivenza scarso, con solo il 10% dei pazienti in vita a 10 anni.

Lo studio SELECT, che ha coinvolto 392 pazienti in cui la malattia era progredita nonostante un precedente trattamento.
L'età media dei pazienti era di 63 anni, e il 51% era di sesso maschile.

I pazienti sono stati assegnati in modo casuale, in un rapporto 2:1, a 24 mg al giorno di Lenvatinib oppure a placebo.
Il trattamento è stato somministrato in cicli di 28 giorni.

La sopravvivenza globale mediana non è stata raggiunta al momento dell'analisi; tuttavia, una percentuale maggiore di pazienti è deceduto nel braccio placebo rispetto al braccio Lenvatinib ( 35.9% vs 27.2% ).

I pazienti assegnati a Lenvatinib hanno presentato una sopravvivenza mediana libera da progressione significativamente più lunga ( 18.3 vs 3.6 mesi; hazard ratio, HR=0.21).

Le analisi del sottogruppo hanno indicato che Lenvatinib ha esteso in modo significativo la sopravvivenza mediana senza progressione tra i 66 pazienti che avevano precedentemente ricevuto una terapia anti-VEGF ( 15.1 mesi ), così come tra i 195 pazienti non-trattati con un anti-VEGF ( 18.7 mesi ).

Quattro pazienti ( 1.5% ) hanno raggiunto una risposta completa con Lenvatinib, rispetto a nessun paziente nel braccio placebo.
I ricercatori hanno osservato risposte parziali nel 63.2% ( n=165 ) dei pazienti assegnati a Lenvatinib e nell’1.5% ( n=2 ) dei pazienti trattati con placebo.

Il tempo mediano alla risposta con Lenvatinib è stato di 2 mesi. E’ stata osservata una più lunga durata mediana del trattamento nel braccio Lenvatinib ( 13.8 mesi vs 3.9 mesi ).

Gli eventi avversi di qualsiasi grado associati a Lenvatinib hanno incluso: ipertensione ( 68% ), diarrea ( 59% ), diminuzione dell'appetito ( 50% ), perdita di peso ( 46% ) e nausea ( 41% ).
Gli eventi avversi di grado 3 o superiore associati al trattamento sono stati: ipertensione ( 42% ), proteinuria ( 10% ), perdita di peso ( 10% ), diarrea ( 8% ) e diminuzione dell'appetito ( 5% ).

La maggioranza dei pazienti assegnati a Lenvatinib ( 78.5% ) ha dovuto ridurre il dosaggio e il 14.2% ha interrotto il trattamento a causa di un evento avverso.

Nel corso dello studio si sono verificati 20 decessi; di questi, 6 erano correlati al trattamento. ( Xagena2014 )

Fonte: ASCO Annual Meeting, 2014

Onco2014 Endo2014 Farma2014


Indietro